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Veneto, edilizia pubblica e scolastica

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Piano vendita alloggi di edilizia pubblica
Il Veneto si accinge a votare un “piano vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica” trasformando gli attuali inquilini delle Agenzie territoriali per l’edilizia residenziale (Ater) in proprietari.

Si tratta di oltre 40 mila cittadini che da affittuari diventeranno proprietari con un progetto che sarà operativo dal prossimo 31 ottobre e che permetterà di incassare e reinvestire sul territorio 750 milioni di euro. 

“Il piano vendita è un atto – ha spiegato il presidente Galan – che mi piace considerare rivoluzionario: trasformare i canoni di affitto in rate di muto significa responsabilizzare gli inquilini e garantire loro un futuro migliore, ma vuol dire anche far fruttare un patrimonio pubblico altrimenti infruttuoso che costa oggi più di quanto rende.” 

Galan e Giorgetti hanno ribadito l’urgenza di non lasciare immobilizzato il patrimonio edilizio delle Ater e hanno commentato che le procedure di alienazione del patrimonio immobiliare residenziale pubblico potranno essere utilizzate pure dagli Enti locali.

Il piano, che può essere adottato dalla Regione senza alcun parere vincolante da parte dello Stato, sarà comunque portato quanto prima all’attenzione della Conferenza Stato Regioni per diventare modello per le altre realtà italiane. L’obiettivo principale del provvedimento è rinnovare, ricostruire e rivalorizzare il patrimonio immobiliare pubblico con il riutilizzo dei proventi delle vendite, così da mettere a disposizione alloggi a canone sociale e calmierato.

Nel Veneto gli alloggi di proprietà delle Ater sono 31 mila, mentre 11 mila sono degli Enti locali con in totale 91 mila inquilini soprattutto a Venezia (11.500) e  a Padova (9.500); mentre a Verona, a Vicenza, a Treviso e a Rovigo sono in media 5.000; infine a Belluno sono poco più di 1.500.

62 milioni di euro per il 2009 a favore degli edifici scolastici
“La Regione del Veneto – ha detto Massimo Giorgetti – ha messo a bilancio per l’edilizia scolastica 62 milioni di euro che si aggiungono ai 5 milioni erogati dallo Stato.

Dal 2000 al 2008 sono stati finanziati interventi regionali per 190 milioni di euro cui si sommano i 10 milioni di cofinanziamento dello Stato. Sono cifre davvero importanti che non hanno bisogno di commenti. La sinergia con gli enti locali è ottima e, nonostante la Regione non abbia competenze dirette, il ruolo che ha fatto e che continua a fare resta fondamentale.”

La Regione, oltre a essere istituzionalmente impegnata nella programmazione dell’offerta formativa, svolge infatti una funzione mirata a favorire un adeguamento costante delle strutture scolastiche per garantirne l’utilizzo in sicurezza sia da parte degli alunni, sia da parte del corpo docente e ausiliario.

Dal 2005 al 2008 sono stati destinati specificatamente alla sicurezza 10 milioni di euro: la disponibilità del bilancio regionale del 2009 è di 15 milioni di euro.

Per essere ancora più efficace ed efficiente la Regione del Veneto si è già dotata di un piano triennale per l’edilizia scolastica: si tratta di un prezioso strumento di programmazione destinato esclusivamente alla messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici di grado primario e secondario.

A favore delle scuole superiori, che sono peraltro in carico alle Province, vale la pena ricordare che nel bilancio 2009 sono stati individuati 25 milioni di euro.

“Per conoscere la situazione delle scuole venete – ha aggiunto l’assessore – è stata operata una rilevazione integrale del patrimonio di edilizia scolastica, censendo quattro mila plessi e informatizzando i dati per l’anagrafe nazionale: i primi elementi a nostra disposizione delineano una situazione molto soddisfacente.” L’assessore, infine, ha ribadito che “tutte le richieste di cofinanziamento da parte del territorio sono state evase e che come sempre accade il Veneto ha fatto la sua parte.”

Fonte: www.regione.veneto.it

 

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