La qualificazione giuridica dell’intervento di trasformazione di vani accessori in vani abitabili

a cura di MARIO PETRULLI

Come deve qualificarsi l’intervento di trasformazione di vani accessori (si pensi, ad esempio, ad una soffitta o un garage) in vani abitabili in un edificio residenziale? La risposta corretta può essere individuata partendo da una semplice considerazione: si tratta di un mutamento della destinazione d’uso con opere che, secondo la giurisprudenza amministrativa e della Corte di Cassazione, va inquadrato nell’ambito della ristrutturazione edilizia cd. “pesante” o “maggiore”.
Ed infatti, la destinazione d’uso è un elemento che qualifica la connotazione del bene immobile e risponde a precisi scopi di interesse pubblico, di pianificazione o di attuazione della pianificazione. Essa individua il bene sotto l’aspetto funzionale, specificando le destinazioni di zona fissate dagli strumenti urbanistici in considerazione della differenziazione infrastrutturale del territorio, prevista e disciplinata dalla normativa sugli standard, diversi per qualità e quantità proprio a seconda della diversa destinazione di zona. L’organizzazione del territorio comunale e la gestione dello stesso vengono realizzate attraverso il coordinamento delle varie destinazioni d’uso in tutte le loro possibili relazioni e le modifiche non consentite di queste incidono negativamente sull’organizzazione dei servizi, alterando appunto il complessivo assetto territoriale.

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