Pinqua, 2.8 mld a periferie, personale e rincaro materiali temi centrali

I Comuni e le città metropolitane sono intenta a un grande piano per il rilancio, la riqualificazione e la rigenerazione delle periferie con il Pinqua, il Piano nazionale per la qualità dell’abitare che può contare di una dotazione di 2,8 miliardi di euro dal Pnrr.

E’ il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, a chiarire: “Abbiamo chiesto la possibilità di assumere e abbiamo fatto dei passi in avanti eliminando ad esempio i paletti del 2019 e avendo avuto la possibilità di assumere a tempo indeterminato semplificando le procedure. Ma non abbiamo risolto tutti i problemi: il posto fisso non è più attrattivo come in passato. Non recupereremo le 120mila persone perse nel corso degli anni per il blocco del turnover, ma circa 15mila”.
Rispetto invece alla questione del caro materiali la situazione è più delicata considerando la fase di avvio di molti progetti e alcuni dei quali non modificabili in corso d’opera.

L’aumento dei prezzi – ha precisato Decaro – sta mettendo in crisi le progettazioni. Dobbiamo trovare una soluzione nell’immediato perché tra poco inizieranno le gare e dobbiamo rimodulare i progetti, ma non tutti i progetti sono rimodulabili. Il ministro dell’Economia Franco ha assicurato che il governo metterà a disposizione risorse sufficienti: il Dl Aiuti istituisce un fondo da 7,5 miliardi a sostegno dei progetti del Pnrr che possono essere usati anche per far fronte ai rincari. Così come esiste un fondo del Mims con lo stesso obiettivo da 3 miliardi”.
Ma il presidente dell’Anci ha ricordato che resta il fatto che al momento “i progetti partono tra le incognite superabili solo se ci sarà continuamente collaborazione tra amministrazioni locali e centrali”.

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