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Architetti: Regolamento Unico Edilizio fondamentale per ripartire

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“Reinserite nello Sblocca Italia il Regolamento Unico Edilizio“: è il grido che si leva dalla categoria degli Architetti in questi giorni. L’edilizia è crollata, le banche non fanno credito e i grandi investitori vanno altrove: “È necessario reintrodurre all’interno del testo normativo il Regolamento Unico”.

L’appello giunge appunto dal Consiglio nazionale dell’ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC), il quale chiede anche “maggiori responsabilità della Pubblica amministrazione inerte, limiti temporali alla sua autotutela e ai diritti di terzi”.

L’Italia è bloccata ed intrappolata dai lacci di una burocrazia che la soffoca: un recente rapporto della Banca Mondiale colloca il nostro paese alla posizione 112 (su 185) nel ranking relativo alla quantità di procedure tempi e costi necessari per poter avere un permesso in edilizia, ed affonda ulteriormente alla posizione 151 nella classifica dei tempi necessari ad avere un permesso. Numeri disastrosi che certificano le difficoltà ataviche del paese ad uscire dalle sabbie mobili di procedure troppo lente e farraginose: il Regno Unito autorizza un progetto in 88 giorni, gli Usa in 91, la Germania in 97 giorni, mentre nel nostro paese sono necessari 233 giorni.

Per sapere tutto in merito al Decreto Sblocca Italia leggi qui.

Un rinnovamento efficace delle procedure sarebbe pertanto necessario secondo gli Architetti: reintrodurre il Regolamento Unico (stralciato all’ultimo momento dal Decreto Sblocca Italia all’inizio di settembre) potrebbe essere la mossa giusta per intraprendere la strada della risalita: in caso contrario “l’industria edilizia affonderà definitivamente”, spiegano, essendoci già ormai 750mila occupati in meno, “e con essa l’Italia, considerato che il settore vale circa il 15% del Pil nazionale”. Parole che pesano come macigni.

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