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Campania: l’abusivismo edilizio si combatte con il supporto dei droni

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Lotta alla piaga dell’abusivismo edilizio nel nome delle nuove tecnologie e dell’innovazione: accade in Campania, un territorio fortemente colpito da tale fenomeno. Saranno i droni (velivoli senza pilota guidati da remoto) gli strumenti utili per perfezionare l’espletamento di tale rilevante attività.

La notizia giunge dopo la riunione del Gruppo di Lavoro tecnico-amministrativo della Regione Campania, impegnato sui temi della legge urbanistica, del piano paesaggistico, dell’abusivismo edilizio e del piano di utilizzo delle aree demaniali. L’obiettivo è quello di impedire la realizzazione degli abusi, prevenendoli, non di combatterli dopo la loro realizzazione. 

In campo edile i droni hanno sono già utilizzati per molteplici usi: migliorano la qualità delle ispezioni (come la verifica delle condizioni di sicurezza in punti di difficile raggiungibilità), delle perizie, del trasporto di materiali leggeri in cantiere, e vengono utilizzati anche per l’aerografia e la fotogrammetria.

Un’interessante applicazione pratica di tali strumenti si concretizza nella fotogrammetria aerea classica: si tratta di una tecnica di rilievo che consente di ottenere informazioni metriche (forma e posizione) di oggetti tridimensionali (terreno oppure manufatti) mediante interpretazione e misura di immagini fotografiche ottenute con macchina da presa montata su un velivolo (di solito un aereo), che riprende il territorio sottostante. Tramite i droni radiocomandati a pilotaggio remoto è possibile rilevare e catalogare ampie zone di territorio con un grado di precisione e di dettaglio simili a quelli della topografia tradizionale eseguita con la strumentazione a terra, ma in tempi molto più rapidi ed acquisendo una quantità significativamente superiore di informazioni territoriali. Per ulteriori info tecniche in materia leggi l’articolo Rilevazioni aeree con droni APR: per una migliore gestione del territorio.

Nel frattempo sul tema dell’abusivismo la Regione Campania si accinge a presentare una ipotesi di modifica legislativa sia nazionale (per le competenze esclusive dello Stato in materia di abusivismo), sia regionale, per la parte di competenze relative. In aggiunta a ciò, nei prossimi giorni, verrà avviato un lavoro congiunto con il Ministero dei Beni culturali per delimitare con chiarezza i territori sottoposti a vincolo, liberando dall’obbligo di parere delle Sovrintendenze buona parte del territorio regionale, e definire con chiarezza i contenuti del vincolo per le aree ad esso sottoposte.

Secondo la Regione infatti “difendere il territorio e l’ambiente è un obiettivo pienamente compatibile con il rilancio degli investimenti”. Per questo la Campania ha avviato una modernizzazione e della sburocratizzazione legislativa con l’obiettivo di rilanciare l’economia della trasformazione urbana e creare nuova occupazione.

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