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Lombardia: 68mila domande per il fondo affitti

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Sono oltre 68.000 i lombardi che hanno presentato domanda per ottenere il contributo previsto dal Fondo sostegno affitti. Lo ha comunicato l’assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti, intervenendo alla presentazione del rapporto Nomisma “Solo Affitti 2010″. “

Rispetto all’anno scorso – ha spiegato Zambetti – abbiamo avuto un incremento di richieste del 20% circa. Siamo passati infatti da 59.000 a oltre 68.000. Questo significa che da anni stiamo portando avanti un aiuto fondamentale per le famiglie che fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese. A disposizione ci sono 50 milioni di euro“.

LA SUSSIDIARIETA’ COME METODO – Diverse sono le linee di azione su cui Regione Lombardia sta lavorando per far fronte ad una situazione in continua evoluzione.

Iniziative differenti dunque, ma che hanno un minimo comune denominatore e cioè il metodo dal quale sono ispirate: la sussidiarietà. “Vogliamo lavorare insieme mettendo sul tavolo ognuno le proprie idee e le proprie misure – ha aggiunto Zambetti – perché è così che si opera quando si ha come obiettivo il bene comune. Dobbiamo quindi continuare a sviluppare azioni integrate e coordinate per il welfare”.

260 MILIONI PER L’ACQUISTO DELLA PRIMA CASA – Questo è stato il principio che ha portato, ad esempio, a sostenere l’acquisto della prima casa. Dal 2000 sono stati erogati quasi 260 milioni di euro a favore di giovani coppie, famiglie monoparentali, famiglie numerose per l’acquisto di un’abitazione di proprietà.

Il prossimo primo dicembre si aprirà il decimo bando che metterà a disposizione ulteriori 10 milioni. Proprio in questi giorni, inoltre, si sta completando l’individuazione delle proposte da sottoporre al Ministero nell’ambito del Piano Casa nazionale, che finanzierà interventi per 54 milioni di euro, per incrementare la disponibilità di alloggi anche con le diverse forme di affitto.

A breve sarà pronto anche il nuovo Prerp (Programma per l’Edilizia Residenziale Pubblica) che definirà le linee di azione dei prossimi anni.

“In ogni caso – ha sottolineato Zambetti – visto il bisogno crescente, sarà necessario procedere ad una più attenta analisi dei fabbisogni e alla ridefinizione e ottimizzazione degli strumenti di intervento.

Dovremo quindi riservare attenzioni anche al numero crescente di anziani e alle persone che hanno perso il posto di lavoro con conseguente aumento del numero degli sfratti per morosità (9.364 provvedimenti di sfratto nel 2009 con un incremento del 32,58% rispetto al 2008)”.

L’AFFITTO – Diventa sempre più ampia anche la domanda di affitto moderato, con l’emergere di esigenze specifiche legate anche all’alloggio temporaneo per motivi di studio, lavoro o cura.

Un’attenzione specifica deve essere riservata ai giovani studenti universitari. Oltre ai cofinanziamenti in atto per la realizzazione di alloggi a loro destinati, la Giunta regionale ha recentemente approvato un provvedimento che incentiva le Aler a garantire una nuova offerta abitativa anche a questo tipo di domanda.

I NUOVI STRUMENTI – “Stiamo cercando nuovi percorsi – ha proseguito Zambetti – che valorizzino le possibili forme di raccordo e partenariato con i privati per favorire i diversi settori dell’housing sociale”.

Il patrimonio edilizio invenduto anzitutto che rappresenta “al contempo un problema per gli operatori e un’importante opportunità per l’offerta di alloggi da immettere nel campo dell’housing sociale”.

Poi la locazione con patto di futura vendita, “contratto atipico, ma molto interessante che consente alle famiglie di arrivare alla proprietà della casa a prezzi accessibili e con gradualità sotto il profilo economico-finanziario e agli operatori di far fronte all’invenduto immaginando anche un fondo immobiliare, cui guarda con interesse la stessa Cassa Depositi e Prestiti”.

E ancora, i servizi abitativi a canone convenzionato “per i quali Regione Lombardia ha aperto con Finlombarda un fondo dedicato”. “Tutti questi aspetti – ha concluso Zambetti – saranno oggetto di un Patto per la Casa che, Regione Lombardia, come espressamente affermato nel Programma Regionale di Sviluppo, vuole definire e sottoscrivere con gli operatori del settore al fine di mettere a sistema forme innovative e iniziative di collaborazione che facciano riferimento a queste nuove aree di bisogno”.

 Fonte: www.regione.lombardia.it

 

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