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POS obbligatorio: una circolare degli Ingegneri chiarisce molti dubbi

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Professionisti tecnici e POS obbligatorio, prosegue il “countdown” verso il 30 giugno, la data in cui è prevista l’entrata in vigore del decreto ministeriale attuativo approvato lo scorso 24 gennaio (con riferimento al Decreto Legge 18 ottobre 2012, n.179) nel quale è stabilito che i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito (bancomat).

Pos obbligatorio, la marea delle polemiche
Da diverse settimane di susseguono le polemiche in materia da parte del Consiglio Nazionale degli Architetti e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri: il fulcro della questione si innesta sul fatto che il POS viene percepito dai professionisti alla stregua di un obbligo inutile, concepito alla stregua di una metaforica gabella, uno strumento idoneo ad edificare una vera e propria “tassa” nascosta sotto le mentite spoglie della commissione da pagare agli istituti bancari.

Per approfondire la questione delle polemiche leggi l’articolo Architetti, POS obbligatorio: la battaglia contro l’adozione continua su Ediltecnico.it.

Una circolare conferma i suggerimenti
Nel frattempo il CNI (Consiglio Nazionale Ingegneri) ha emanato la circolare n. 382 del 10 giugno 2014 nella quale vengono forniti chiarimenti in merito al suddetto obbligo. All’interno della stessa si sottolinea che “il complesso delle disposizioni di legge e regolamentari (…) non determinano l’insorgenza di dotazione del POS obbligatorio da parte dei professionisti interessati alla data del 30 giugno 2014, bensì un mero ampliamento delle modalità di pagamento attraverso le quali l’utenza è legittimata a corrispondere il prezzo pattuito per la prestazione effettuata”.

Pertanto i professionisti avranno, nella realtà concreta, la facoltà di munirsi di POS (che consente di ricevere pagamenti mediante bancomat): per evitare di ottemperare a questo gravoso adempimento (in termini di costi di gestione e commissioni, soprattutto in un periodo di crisi nel settore edilizio) i professionisti sono tenuti a concordare preventivamente e per iscritto, sin dal momento dell’assunzione dell’incarico, la modalità di pagamento con il cliente: tale accordo permette, sia al professionista sia al cliente, di evitare problemi al momento dell’effettiva corresponsione dell’onorario.

La stessa soluzione (che al momento pare essere risolutiva per architetti ed ingegneri preoccupati per le possibili cattive novità in questo senso) era stata proposta mediante un parere legale chiesto dal Consiglio nazionale degli Architetti un paio di settimane fa: leggi in proposito l’articolo POS professionisti: se sul contratto lo si esclude, non c’è obbligo, su Ediltecnico.it.

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