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Valle d’Aosta: Cva studia effetti provocati su ecosistema acqua

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Comprendere l’impatto delle 28 derivazioni Cva sull’ecosistema acquatico e arrivare a calcolare il deflusso minino vitale ovvero quella quantità di acqua che le stesse devono assicurare per permettere al corpo idrico di mantenere vitale il proprio ecosistema per tutta la lunghezza del suo corso. E’ questa una delle disposizioni previste dal Piano regionale di tutela delle acque e che Cva ha iniziato ad attuare attraverso un piano sperimentale che è stato presentato oggi agli organi di stampa. Il piano di azione che vede il coinvolgimento diretto di Cesi Ricerca, società che vede come azionista di maggioranza l’Enea, si compone di tre fasi. La prima, partita nell’autunno del 2007 e condotta dallo studio valdostano associato Eaulogie, vedrà la raccolta di tutta una serie di dati biologici e chimici, di portata e di verifica dell’ittiofauna, attraverso 44 stazioni di controllo. Dal primo gennaio del 2009, la Cva dovrà rilasciare una prima portata di deflusso minimo vitale in un determinato gruppo di bacini e verificare le condizioni ambientali createsi a seguito del rilascio. Infine nella terza fase dal 2012 e fino alla fine del 2013, i risultati raggiunti nel periodo precedente verranno estesi a tutti i corsi di acqua per arrivare a definire per ciascuna derivazione i valori delle portate di deflusso minimo vitale che dal 1° gennaio del 2014, dovranno essere indicati nei disciplinari di concessione delle diverse derivazioni Cva. “Questo piano sperimentale – ha sottolineato un ricercatore del Cesi Ricerca – assume interesse nazionale perché si potrà arrivare a dare delle risposte pratiche per arrivare ad avere un buon ecosistema acquatico” La salute delle acque valdostane ed in particolare della Dora Baltea sarà poi l’oggetto di discussione del nuovo Tavolo tecnico di indirizzo e coordinamento “nato- come ha spiegato l’Assessore regionale all’Ambiente, Alberto Cerise- per ridurre i conflitti fra i vari fruitori, verificare la situazione del corso d’acqua e essere da stimolo per la risoluzione dei problemi”. Coordinato da Raffaelle Rocco del Dipartimento ambiente, il Tavolo vede la presenza della Direzione fauna, caccia e pesca, della Direzione tutela beni paesaggistici, della Direzione Ambiente, del Servizi gestione risorse e demanio idrico, dell’Arpa, della Cva, del Consorzio regionale Pesca e dall’Assocave Vda.

Fonte: http://www.aostasera.it/

 

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