Edilizia al collasso, rincari insostenibili delle materie prime

Edilizia al collasso a causa dei rincari insostenibili delle materie prime.

Il presidente di Federcepicostruzione dichiara che:” E’ un’emergenza che non può più essere fronteggiata soltanto con meccanismi di adeguamento dei prezzi occorrono interventi urgenti e strutturali che evitino il collasso del comparto. Sono già tantissime le imprese non più nelle condizioni di onorare contratti sottoscritti o appalti aggiudicati: e tante hanno deciso di non partecipare più a gare, nel timore di questi forti rincari che ormai portano a raddoppi dei prezzi nell’arco di poche settimane. Occorrono interventi strutturali o si rischia il collasso. Il caro-carburanti, gas ed energia, i prezzi alle stelle delle materie prime, la difficoltà a reperirle e la chiusura degli impianti di produzione strozzati dal caro-bollette rendono impossibile proseguire le attività dei cantieri e costringono le imprese edili a sospendere i lavori per difficoltà di approvvigionamento dei materiali. È a rischio la sopravvivenza dell’intero comparto”.

Siamo in piena ed avanzata fase di attuazione del PNRR –  continua il presidente Lombardi – il default di aziende del comparto affidatarie o appaltatrici di lavori pubblici, renderebbe estremamente problematico il rispetto del rigido cronoprogramma europeo. Occorre intervenire con la massima sollecitudine e, soprattutto, con la massima efficacia, adottando interventi che aiutino a fronteggiare una situazione di evidente e grave emergenza.

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Prosecuzione dei lavori o cessazione delle attività per rincari

Sono sempre più numerosi  gli imprenditori oggi di fronte ad un bivio letale, costretti a scegliere tra la prosecuzione dei lavori rispettando i contratti sottoscritti, con condizioni radicalmente mutate a causa degli aumenti, oppure fermare le attività. Col rischio di fallimento, nel primo caso, di controversie giudiziarie con i committenti, nel secondo: in entrambe le opzioni con un impatto sull’economia generale e sull’occupazione molto allarmante. È quindi urgente quindi che la politica intervenga con sollecitudine ed efficacia, anche in sede europea, evitando che la situazione precipiti ulteriormente».

Approda in Gazzetta l’atteso decreto del ministero delle Infrastrutture che riporta le rilevazioni dei prezzi dei materiali e i relativi scostamenti registrati nel secondo semestre del 2021. Le tabelle del Mims sono il riferimento ufficiale per le compensazioni alle imprese con appalti già contrattualizzati.

Caro materiali, decreto prezzi in Gazzetta

Nelle articolate tabelle del Mims gli incrementi rispetto al 2020 arrivano in un caso a tre cifre. Il record spetta ai “nastri in acciaio per manufatti e barriere stradali, anche zincati”, che fa segnare un incremento del 113,85% al chilo in un anno. Al secondo posto le “lamiere zincate” le “lamiere in acciaio corten” con aumenti, rispettivamente di +85,76 e + 84,27%. Sostenuti anche gli aumenti del classico “tondino di ferro” (+72,25%) e della “rete elettrosaldata” (+71,80%). Per laminati e lamiere in acciaio gli incrementi sfiorano il 76%. Il legno per infissi fa un balzo di oltre il 78% e l’abete di oltre il 57%. I foratini in laterizio sono aumentati in un anno del 30,73% i mattoni pieni del 34%. Il bitume è aumentato in un anno del 36,52% a quintale. I binari ferroviari costano il 33,49% in più al chilo. Per le tubazioni gli aumenti oscillano tra il 22,88% al 61,19% al chilo a seconda del tipo di materiale utilizzato (tra cemento, pvc , acciaio, ghisa e polietilene). I materiali da cava sono quelli meno contagiati dall’inflazione, con incrementi contenuti tra +8,40% (misto fiume) a +9,28% (pietrame). Il cemento aumenta del 14,5% circa (+14,48% per il 425, +14,13% per il 325).

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