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Abuso edilizio, la differenza tra tettoia e pergolato

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In tema di abusi edilizi recentemente i giudici del T.A.R. hanno sottolineato la differenza tra tettoia e pergolato. Con la sentenza n. 1481 del 29 agosto 2012 i giudici sono intervenuti in merito alla copertura di un pergolato su un terrazzo con serramenti mobili, all’interno di  un’area vincolata a livello paesaggistico.

“Ai fini edilizi – si legge nelle motivazioni della sentenza – si intende per pergolato un manufatto avente natura ornamentale realizzato in struttura leggera di legno o altro materiale di minimo peso, facilmente amovibile in quanto privo di fondamenta, che funge da sostegno per piante rampicanti, attraverso le quali realizzare riparo e/o ombreggiatura di superfici di modeste dimensioni”.

I giudici aggiungono anche che “mentre il pergolato costituisce una struttura aperta sia nei lati esterni che nella parte superiore ed è destinato a creare ombra , la tettoia può essere utilizzata anche come riparo ed aumenta l’abitabilità dell’immobile”.

Ne consegue che  il pergolato può essere sottoposto a sanatoria, mentre la tettoria no.

Nel caso esaminato dal T.A.R. vale il divieto di rilascio della certificazione di conformità paesaggistica, poiché l’abuso ha generato un aumento di volumetria il quale causa l’esclusione dalla sanatoria a meno che non subentri il parere di compatibilità paesaggistica.

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