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Nuovo Piano Casa Liguria: giro di opinioni (pro e contro)

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È il giorno dell’approvazione del Piano Casa in Liguria. Una legge – ha spiegato ieri il presidente di Regione Toti – di cui vado orgoglioso, che consentirà di far ripartire il settore più importante per lo sviluppo e l’occupazione, quello dell’edilizia, senza consentire cementificazioni selvagge ma, al contrario, migliorando la qualità e la sicurezza del nostro patrimonio abitativo”.

Un Piano accolto con entusiasmo da Confartigianato Liguria: “Una svolta epocale per il rilancio di un settore martoriato dalla crisi, che capovolge completamente l’approccio fin qui portato avanti per il settore dell’urbanistica, senza per giunta attuare una sfrenata deregulation – ha dichiarato Paolo Figoli, presidente Confartigianato Anaepa Costruzioni Liguria e presidente Confartigianato La Spezia-. Il Piano Casa, strumento che diventerà permanente, rappresenta non solo un’azione concreta per dare ossigeno puro alle micro e piccole imprese artigiane, ma anche un forte segnale di attenzione da parte della Regione Liguria alle esigenze dei cittadini, introducendo elementi fondamentali di certezza e chiarezza”.

Ricordiamo che il precedente Piano Casa regionale, recante “Misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio”, era stato approvato esattamente 6 anni fa (legge n. 49/2009).

Non mancano, inoltre, autorevoli voci contrarie al Piano: “La Giunta regionale afferma di voler rilanciare il Piano Casa – spiega Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria – e mediante le dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica Marco Scajola apprendiamo che il perno della legge per il rilancio del settore edile sarà basato su ristrutturazioni, ampliamenti e semplificazioni burocratiche. Temiamo non troveremo nulla di nuovo e di buono in termini di gestione del territorio nel redigendo Piano Casa e sopra tutto siamo certi questo non è lo strumento idoneo per il rilancio di un settore in piena crisi come quello dell’edilizia. Sarebbe opportuno valutare prima quali i risultati ottenuti a sei anni da quello varato nel 2009, già troppo permissivo su diversi punti”.

In questa direzione vanno anche le parole, rilanciate sui social network, di Ermete Realacci presidente della Commissione Ambiente alla Camera: “Alla Liguria non serve altro cemento con un nuovo Piano Casa ma una strategia di messa in sicurezza e buona gestione del territorio. Errare è umano, perseverare diabolico. È davvero incredibile – prosegue Realacci – che la Liguria, terra dal suolo fragile colpita negli ultimi anni da tragiche alluvioni, punti sul cemento con un nuovo Piano Casa che permette l’attività edilizia anche nei parchi e concede a chi riqualifica immobili un aumento dei volumi del 35%, anziché investire in prevenzione, messa in sicurezza e corretta gestione del territorio. Con la scusa di rilanciare il lavoro, Toti propone ricette vecchie e superate che aumenteranno la cementificazione della regione. L’edilizia del futuro è legata alla riqualificazione, alla sicurezza, alla bellezza, alla rigenerazione urbana, non certo a nuovo consumo di suolo. La Liguria ha già pagato e continua a pagare un prezzo pesante per gli errori del passato”.

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