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Piani urbanistici digitali: innovazioni in Emilia Romagna

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Al fine di dare attuazione alla legge regionale n. 18 del 7 dicembre 2011 ed alle linee guida per la gestione documentale, il servizio Opere e Lavori Pubblici, Legalità e Sicurezza, Edilizia Pubblica e Privata della Regione Emilia Romagna ha definito, tramite la Circolare PG/2013/242180 del 3 ottobre scorso, le modalità per depositare negli archivi regionali i piani urbanistici degli enti locali.

La legge regionale in questione afferisce alle misure per l’attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale con particolare riferimento all’istituzione della sessione di semplificazione in Regione. La circolare riguarda sia le varianti urbanistiche ai Piani Regolatori Generali (PRG), ai sensi delle norme transitorie di cui alla legge regionale 20/2000, sia i piani urbanistici (Piani strutturali comunali – PSC, Regolamenti urbanistico-edilizi – RUE, Piani operativi comunali – POC) e loro varianti secondo le disposizioni dell’art. 29 della legge regionale 37/2002, la quale disciplina anche le procedure di pubblicazione dei relativi avvisi nel Bollettino Ufficiale Regionale Telematico (denominato Burert).

Questi atti sono soggetti a conservazione, sulla base del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004), il quale definisce tutta la documentazione prodotta dagli Enti pubblici come “bene culturale” sin dalla sua formazione, e come tale soggetta a protezione e tutela: la circolare in questione definisce appunto le regole per la corretta predisposizione di tale documentazione in forma digitale, nell’ottica della sua congrua conservazione presso l’archivio della Regione.

All’interno della circolare (denominata “Modalità operative di deposito di strumenti urbanistici in formato digitale presso la Regione Emilia-Romagna”) sono definite le regole per il confezionamento dei file degli atti amministrativi e tecnici dei piani urbanistici oggetto di deposito, e le diverse modalità per la loro trasmissione. Le modalità sono state definite dalla Regione in collaborazione con il Polo Archivistico della Regione Emilia-Romagna stessa.

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